La birra è una delle bevande più famose e consumate al mondo ma non tutti sanno che la storia della birra affonda le radici nella Mesopotamia di cinquemila anni fa. Questa terra, grazie alla presenza dei fiumi Tigri ed Eufrate, rappresentava infatti il luogo ideale per la coltivazione dell’orzo, materia prima da cui si ricava appunto questa bevanda alcolica. Tra i popoli che abitavano la Mezzaluna fertile, i Sumeri furono i primi a produrre la birra, a consumarla e ad offrirla in dono agli Dei. Dopo di loro, i Babilonesi portarono avanti questa tradizione producendone circa venti tipologie diverse. Come attestato dal Codice di Hammurabi, la più antica raccolta di leggi a noi pervenuta, il popolo babilonese ne regolamentò l’utilizzo e la produzione stabilendone il prezzo al litro, la quantità massima che era possibile consumare giornalmente nonchè le pene da infliggere a chiunque l’avesse prodotta infrangendo le regole.
Dai territori della Mezzaluna fertile la produzione della birra si spostò facilmente in Egitto, dove per la prima volta nella storia venne riconosciuta la figura del mastro birraio. La birra venne inoltre esportata e consumata con regolarità anche in Grecia e nei territori dell’Impero Romano. Si può quindi affermare, per quanto riguarda la storia della birra, che già nell’antichità iniziò ad essere prodotta non più solo in casa, per un consumo prettamente personale, ma anche da birrifici veri e propri in modo da poterla utilizzare come fonte di commercio e di scambio tra le popolazioni. In Europa furono i Celti e i Germani a perfezionare le tecniche di produzione della birra. Verso l’anno mille, i birrifici nacquero e si diffusero in maniera capillare nei paesi del Nord, tanto che nel 1519 venne emanato un editto nel quale si elencavano gli ingredienti da utilizzare per ottenere una birra quanto più pura possibile: orzo, malto e luppolo.
Nello stesso periodo, in Inghilterra il consumo della birra soppiantò addirittura quello dell’acqua che, a causa delle condizioni igieniche del tutto precarie, era spesso sporca o infetta. Durante il diciannovesimo secolo, la rivoluzione industriale aprì la strada alla nascita dei cosiddetti birrifici a vapore e permise l’adozione di nuove tecniche durante il percorso produttivo, quali ad esempio la refrigerazione artificiale. Da quel momento in poi la produzione di birra avvenne seguendo procedure e metodi moderni e subì un serio incremento grazie anche allo sviluppo delle fabbriche e alla nascita di un’economia di massa.
Ai giorni nostri la produzione della birra non è più affidata solamente ai birrifici in larga scala ma è nuovamente approdata a realtà locali più piccole ma ugualmente competitive e attente alla qualità: i microbirrifici. Questi piccoli birrifici artigianali, spesso nati grazie alla passione e all’impegno di giovani under 35, hanno dimostrato particolare cura e attenzione nella ricerca delle materie prime e nella valorizzazione del proprio territorio di appartenenza.
Sicuramente il successo della birra artigianale è da attribuire anche al rapporto diretto con la clientela creato dai giovani mastri birrai e posto in essere soprattutto grazie alla partecipazione a festival, eventi e manifestazioni dedicate. Sono tante le tipologie di birra proposte, destinate a soddisfare anche i palati più esigenti: è possibile scegliere ad esempio tra birre chiare, più scure, aromatizzate o ad alta fermentazione.
Nella storia della birra la creazione di birre artigianali d’eccellenza ha premiato l’impegno profuso dai giovani imprenditori con una crescita per dimensioni e fatturato dei microbirrifici, che oggi si dimostrano ben organizzati sia nella vendita che nella produzione di questo prodotto tanto da aver indotto il legislatore italiano ad intervenire attraverso l’emanazione di norme che identificano la vera birra artigianale e stabiliscono le quantità massime che è possibile produrre ogni anno.
