Il Bianco 2021 di Malgiacca è una cuvée prodotta in quantità limitatissima e dedicata a chi cerca nel vino espressività, artigianalità e personalità. Si tratta di un vino bianco ottenuto da un blend di vitigni autoctoni e tradizionali coltivati sulle colline pistoiesi, tra cui Trebbiano Toscano, Malvasia e altri varietali tipici della zona. La vendemmia è manuale, eseguita in piccoli cassoni per preservare l’integrità delle uve.
Annata: 2021
Denominazione: Toscana IGT
Vitigni: 50% Trebbiano, 15% Vermentino e 15% Malvasia
Alcol: 12,5%
Formato: 0.75l
Temperatura di servizio: 10°C
Abbinamenti: Secondi di carne bianca, pesce e formaggi a pasta molle
Il Rosso 2021 di Malgiacca è una cuvée prodotta in quantità limitatissima e dedicata a chi cerca nel vino espressività, artigianalità e personalità. Si tratta di un vino rosso ottenuto da un blend di vitigni circa il 50% è Sangiovese accompagnato dai toscani Canaiolo, Ciliegiolo, Malvasia Nera. La vendemmia è manuale, eseguita in piccoli cassoni per preservare l’integrità delle uve.
Tra le etichette che meglio esprimono questa sintesi tra passato e futuro c’è Amartè, un Piemonte Albarossa DOC 2022 che nasce dalla valorizzazione di un vitigno raro e affascinante: l’Albarossa, incrocio tra Nebbiolo e Barbera creato nel 1938 dal professor Giovanni Dalmasso. Questo vino rappresenta una scelta coraggiosa e raffinata, che esprime tutto il potenziale di un’uva capace di regalare struttura, freschezza e grande longevità.
Il Giovito 2022 rappresenta uno dei vertici di questa filosofia. Si tratta di un vino rosso da uve Sangiovese in purezza, coltivate in regime biologico e vinificate senza l’aggiunta di solfiti, né in fase di fermentazione né in imbottigliamento. Questo aspetto lo rende un’espressione autentica e sincera del vitigno e del territorio da cui proviene. Il nome “Giovito” evoca freschezza e vitalità, qualità che ritroviamo anche nel bicchiere, con una beva agile ma mai banale, che racconta il Sangiovese in una chiave più libera, viva e pulsante.
Il Blu 2024 viene prodotto in purezza da uve Viognier coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica, vendemmiate a mano e vinificate in acciaio con fermentazione spontanea. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, e solo un minimo uso di solforosa: un approccio essenziale, che lascia parlare l’uva e il territorio. Il vino affina poi per alcuni mesi in acciaio, mantenendo intatta la sua espressività e naturalezza.
Tra le etichette più rappresentative della filosofia di La Spinosa spicca 35.15, nella sua annata 2022. Il nome curioso e simbolico fa riferimento alle coordinate ideali di un vino che cerca equilibrio tra materia, freschezza e identità. Si tratta di un rosso naturale da uve Sangiovese, con piccole percentuali di altri vitigni autoctoni, coltivati e vinificati con estrema cura e rispetto. Le uve, raccolte manualmente, subiscono una macerazione sulle bucce per circa due settimane, seguita da una fermentazione spontanea in acciaio e un affinamento in bottiglia di alcuni mesi.
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